Il Nerello Mascalese

Il nerello mascalese è un vitigno autoctono a bacca rossa storicamente coltivato nell’area della Sicilia nord orientale e sporadicamente presente anche in terra calabrese, soprattutto nella zona dello stretto di Messina. Si tratta di una varietà a maturazione tardiva, con vendemmia verso metà ottobre. E’ un vitigno piuttosto generoso, che va gestito con basse rese in modo da lasciare pochi grappoli per pianta. Tradizionalmente è allevato ad alberello secondo l’antica consuetudine tramandata dai greci.

Le proprietà organolettiche

Il vino ha un colore rosso rubino piuttosto scarico, con tendenza al granato. Il profilo olfattivo è molto fine, con profumi floreali, aromi di piccoli frutti di bosco, sentori delicatamente speziati. Al palato è di medio corpo, con buona complessità e profondità gustativa. La trama tannica è fitta ed elegante e la freschezza sempre vivace. E’ un rosso lontano dagli stereotipi dei vini del sud caldi, concentrati e strutturati e si fa apprezzare invece per la sua delicatezza espressiva la sua raffinata leggerezza.


 

Le denominazioni

Il vitigno viene utilizzato fondamentalmente in due denominazioni siciliane: Etna DOC e Faro DOC, quest’ultima una piccola area di produzione che si affaccia sullo stretto di Messina. Sono due vini molto diversi tra di loro, sia per la base ampelografica che per le caratteristiche dei terroir.

Etna DOC

Il disciplinare dell’Etna DOC prevede l’utilizzo di un minimo dell’80% di nerello mascalese e di un massimo del 20% di nerello cappuccio. Possono concorrere alla produzione anche uve provenienti dai vitigni a bacca nera non aromatici, idonei alla coltivazione nella Regione Sicilia per un massimo del 15%. Le vigne dell’Etna sono coltivate sulle pendici del vulcano, soprattutto sui versanti nord ed est, con terrazzamenti che dai 400 metri salgono fine ai 1000, in un paesaggio unico al mondo. I suoli sono formati da sabbie scure, lapilli e rocce d’origine vulcanica e sono molto ricchi di sostanze minerali. Il clima è soleggiato ma fresco, con notevoli escursioni termiche tra il giorno e la notte che favoriscono una lenta maturazione delle uve con profili aromatici molto intensi. I terreni vulcanici donano ai vini un profilo particolare, con note sapide, di pietra focaia e leggermente fumé, che ne costituisco la vera cifra distintiva. 

Faro DOC

La denominazione Faro DOC si trova in provincia di Messina, proprio sulla punta estrema dello stretto. La base ampelografica è fissata in un 45%-60% di nerello mascalese, 15%-30% di nerello cappuccio e 5%-10% di nocera. Possono concorrere da sole o congiuntamente, per un massimo del 15%, nero d’Avola, gaglioppo, montonico nero e sangiovese. In questa zona, il clima è mediterraneo, sempre ventilato e mitigato dalle brezze marine. Qui il nerello mascalese si esprime con frutto ricco maturo, grande armonia, equilibrio, finezza ed eleganza, esaltata anche dalla presenza del nocera, che contribuisce a donare grande freschezza ai vini.



Per approfondire la conoscenza del nerello mascalese, vi consigliamo di provare le seguenti etichette:

 


di Alessio Turazza
Giornalista freelance, collabora con Il Gambero Rosso, Bio Magazine, In Viaggio con Gusto, WineTimes, numerosi siti e altre riviste di settore.